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La migliore camera CCD per astrofotografia sotto i 1000 euro

La migliore camera CCD per astrofotografia sotto i 1000 euro

La migliore camera CCD per astrofotografia sotto i 1000 euro

Per tutti gli appassionati e i professionisti della fotografia l’obiettivo principale è saper cogliere, fin nel minimo dettaglio, un determinato scenario con la propria fotocamera. Naturalmente, un discorso a parte si potrebbe fare nel caso in cui lo scenario in questione sia il cielo, per cui la classica fotocamera non sarebbe lo strumento più adatto. Infatti, il problema principale dell’astrofotografia, a differenza della fotografia normale, è il fatto che il sensore riceve una quantità di luce piuttosto debole dagli oggetti celesti ripresi, come le nebulose e le galassie. Per questa ragione, si fa ricorso alle fotocamere CCD per astronomia. Ma come funzionano?

Il sensore di visione CCD

Partendo dal nome, il cui acronimo significa letteralmente “Dispositivo ad accoppiamento di carica”, si può capire il meccanismo di funzionamento. Più in particolare, l’immagine digitale che viene acquisita non è altro che il risultato di una matrice di numeri ottenuti attraverso la “trasformazione” in valori numerici di una quantità di energia che, emessa o riflessa dall’oggetto ripreso, viene catturata dal sensore sotto forma di carica elettrica. I sensori possono essere classificati sulla base di diversi elementi: il tempo di svuotamento (per quanto riguarda le immagini acquisite); la cromaticità; la struttura dei pixel (per cui si hanno sensori lineari o matriciali).

È possibile trovare una camera CCD sotto i 1000 euro?

Il mercato offre camere CCD di elevata qualità e dalle grandi prestazioni a prezzi piuttosto alti. Si sa che sono dispositivi molto sofisticati! Ma esistono modelli anche più economici. Si pensi all’azienda Imagining Source, che produce fotocamere con sensori di elevatissima sensibilità, basso rumore elettronico e un tempo di posa fino a 60 minuti. Inoltre, è possibile riprendere immagini lunari e planetarie di altissima qualità fino alla straordinaria frequenza di 60 frames al secondo.

Il miglior telescopio per astrofotografia

Il miglior telescopio per astrofotografia

Con le fotocamere di oggi si può riprendere tutto quello che ci circonda, dal paesaggio al singolo individuo. Ma si potrebbe fare lo stesso anche per ciò che si trova al di sopra delle nostre teste, ossia cogliere dettagli, magari impercettibili, del cielo? La risposta è si. Grazie ai telescopi per astrofotografia, è possibile registrare immagini di pianeti, della Luna, del Sole, di nebulose o ammassi stellari, con grande accuratezza, fin nel minimo particolare. Naturalmente, a seconda di ciò che si vuole riprendere, ne esistono fondamentalmente due tipologie: quelli per la fotografia planetaria e quelli per la fotografia del profondo cielo. In cosa si differenziano?

I telescopi per la ripresa di pianeti, Luna e Sole a elevato ingrandimento

Nel caso in cui si volessero riprendere immagini, ad esempio, dei pianeti, si consigliano i telescopi a elevato ingrandimento, poiché gli oggetti in questione sono generalmente molto luminosi e di dimensione apparentemente piccola. Inoltre, insieme al telescopio, vengono impiegate le cosiddette camere planetarie, grazie alle quali si possono registrare dei video, che poi vengono scomposti in diverse immagini. Perciò, è fortemente consigliabile scegliere un telescopio che abbia un grande diametro. Tra quelli più adatti, ci sono i telescopi Maksutov-Cassegrainhe che offrono un campo piano non elevato ma un contrasto molto alto al centro del campo.

I telescopi per la ripresa di galassie, nebulose o ammassi stellari

Questi oggetti hanno una luminosità molto bassa e anche una dimensione apparentemente grande, quindi non richiedono un elevato ingrandimento. In questo caso, si registrano una o più fotografie a lunga esposizione, generalmente più lunga è l’esposizione maggiori saranno i dettagli visibili nella fotografia. Considerati ottimi, sono i telescopi SkyWatcher Newton Wide Photo 200/800 f4 e SkyWatcher Newton Wide Photo 250/1000 f4, che offrono delle buone prestazioni a un prezzo veramente conveniente.

 

Come collimare un telescopio

Come collimare un telescopio

Il telescopio è molto probabilmente lo strumento per eccellenza per gli appassionati e gli studiosi di astronomia. Più piccolo o più grande che sia, da sempre suscita un certo interesse e fascino proprio per la sua capacità di rendere più vicino e percettibile il mondo delle stelle. Chiunque può essere in grado di utilizzarne uno e naturalmente, a seconda dell’uso che se ne vuole fare (per studio o semplicemente per divertimento), ne esistono diversi modelli, con altrettanti dispositivi da correlare. Come qualsiasi attrezzatura di questo genere, anche il telescopio prevede delle accortezze sia nel suo impiego che nella sua manutenzione. Una delle procedure principali da seguire per avere dei risultati efficienti è la collimazione. Di cosa si tratta?

La collimazione del telescopio

La collimazione del telescopio non è altro che il processo di calibrazione degli assi ottici (specchi, lenti) che devono essere centrati e paralleli, al fine di ottenere la miglior qualità possibile dell’immagine. Si divide in tre fasi: centratura dello specchio secondario, inclinazione dello specchio secondario e collimazione dello specchio primario. Questo procedimento può essere fatto a vista, guardando all’interno del telescopio e valutando se tutte le componenti sono allineate, oppure utilizzando un collimatore o autocollimatore laser. Indipendentemente dal tipo di strumento e dalle esigenze osservative, si consiglia di effettuare questa procedura periodicamente. Inoltre è importante ricordare che, prima di effettuare la collimazione, il telescopio si trovi in equilibrio termico con l’ambiente circostante, quindi si consiglia di esporlo all’esterno prima di iniziare con la verifica.

Ulteriori consigli

Generalmente, ogni telescopio venduto dovrebbe essere a priori già collimato, ma non sempre è così. Quindi, nel caso in cui si presenti questa problematica e non ci si senta sicuri di mettere mano al telescopio, ci sono dei laboratori specializzati a cui rivolgersi che si occuperanno di ciò.